Giordano International Opera Festival
OPERA IN SCENA
IL RE
Novella in tre quadri di Umberto Giordano
PIAZZA NIGRI – FOGGIA
Domenica 14 giugno 2026 ore 21.30
PIAZZA D’ARMI CASTELLO SVEVO – MANFREDONIA
Lunedì 15 giugno 2026 ore 21.30
Il Re, ultima opera del compositore Umberto Giordano, su libretto di Giovacchino Forzano, viene rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala nel 1929 diretta da Arturo Toscanini. È un’opera buffa, una fiaba, ambientata (come recita la prima didascalia) “nel Settecento, in un paese dove c’era un re”.
Una favola, che in questa regia è pensata proprio per la piazza, la relazione con la città e i cittadini. Un gruppo di commedianti composto da attori e cantanti giunge nella piazza, portando con sé arnesi, oggetti, costumi, cappelli, e si sistema in un antico teatrino di legno. E come nella più antica tradizione del nostro sud, e lì per raccontare, per “cuntare la storia”. Il banditore, Capocomico, annuncia lo spettacolo, coinvolgendo il pubblico in maniera goliardica e la favola prende corpo, con pantomime, doppie figure, visualizzazioni dei contenuti che di volta in volta si mostrano sulla scena, coinvolgendo il pubblico nell’ascolto quanto nella visione. Rispetto per la partitura naturalmente, ma anche tentativo di rendere lo spettacolo d’opera il più fruibile possibile a chiunque si trovi a passare per la via… L’opera esce quindi dal suo naturale spazio di teatro “ufficiale” e va ad animare la piazza, utilizzando per questo proprio i personaggi che per tanto tempo a partire dagli aedi della Grecia classica fino ad arrivare ai cantastorie e poi ai teatranti dell’arte più recenti, hanno portato la parola e la musica nei luoghi più remoti del paese. Raccontare in strada, provare a fare un dono di musica e parole a qualcuno che non se lo aspetta è tentare di restituire a coloro che partecipano “la sbalordita meraviglia” della quale parlava Goethe nella sua visione di Faust con i burattini nella Germania del XVIII secolo. Quella meraviglia che ci racconta che nel bosco della vita ci si può sempre perdere ma si può, anche, sempre ricominciare. E che si possono cambiare le cose solo “credendo che siano diverse”. Ed è proprio così, che le storie ci insegnano, che si diventa adulti.