DON CHISCIOTTE

 Liberamente tratto dall’opera di Miguel de Cervantes

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Sabato 21 settembre 2013 ore 11.00 e 21.00

Teatro ObiHall di Firenze

Giovedì 15 maggio 2014 ore 11.30 e 21.00

Spazio Reale San Donnino Firenze – Conferenza Regionale sulla Disabilità

Venerdì 23 gennaio 2015

Don Chisciotte. Vero archetipo della forma romanzo. Un testo attraverso il quale gli attori non solo hanno potuto affrontare il tema del viaggio come metafora della vita (mantenendo vivo per esempio anche il rapporto con i grandi testi della letteratura classica, primo fra tutti l’Odissea), ma anche quello del diverso, dell’amore per l’avventura e per la lettura (potremmo dire che Don Chisciotte è un caso nel quale “leggere fa male”), dei codici cavallereschi e della follia, del rapporto fra realtà e fantasia, dell’amicizia.
Il percorso picaresco del romanzo è diventato, infatti, un itinerario di avvicinamento al nostro intimo essere originali, alla nostra percezione della realtà, alle nostre speranze e alle nostre delusioni, ma anche, in fondo, alla leggerezza della vita ed, in ultima analisi, alla vecchiaia.
Ottantaquattro attori sulla scena per rappresentare in modo poetico, onirico e fortemente simbolico, la vicenda del cavaliere errante e del suo percorso nella “follia”.
Scene di massa e movimenti coreografici fanno da contraltare a testi che raccontano le vicende e le riflessioni che sono state sviluppate anche dagli attori nel corso del lavoro. Uno spettacolo corale che spesso invita il pubblico a riflettere su temi di grande attualità: non soltanto sul rapporto normalità/follia, sulla diversità, sulla fantasia, ma anche su argomenti apparentemente lontani dalla figura dell’hidalgo: su tutti, la necessità di una cultura di impegno e partecipazione che rafforzi la nostra continua educazione alla legalità.
Può sembrare strano, ma la lotta contro i mulini a vento è stata dal gruppo interpretata, come tutte le battaglie perse, come la lotta alla mafia. Questa fu la riflessione che la giovanissima Rita Atria, collaboratrice di giustizia ai tempi di Borsellino, ci ha lasciato prima di uccidersi. Proprio perché dobbiamo vivere, questa volta, dobbiamo impegnarci a sconfiggere i giganti, anche se all’apparenza sembrano innocenti e familiari mulini a vento.

Regia e scrittura scenica Manu Lalli
Assitente alla regia Daniele Bacci

Percussionisti Studenti dell’Istituto Russell Newton diretti da Sergio Odori

Allestimento scenico, Costumi e Collaboratori alla regia Michele Monasta, Chiara Casalbuoni, Niccolò Franchi, Cecilia Russo
Luci e Fonica Michele Greco

Attori Laboratorio di Formazione all’Arte Scenica ALT-Cantiere Artemide, Utenti Associazione La Fonte, Laboratorio Stazione Teatro Urbano

Collaboratori Michele Monasta, Chiara Casalbuoni, Niccolò Franchi, Cecilia Russo

PARTNER
Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Firenze
Istituto Superiore Elsa Morante-Ginori Conti
Istituto Superiore Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli
Liceo artistico Leon Battista Alberti
Istituto Superiore Tornabuoni
Istituto Superiore Giorgio Vasari
ITGC Salvemini – Duca d’Aosta
ISA Liceo Artistico Statale di Porta Romana
Liceo Machiavelli
Liceo Ginnasio Galilei
Liceo Ginnasio Dante
Istituto Superiore Russel Newton
Fondazione Artemio Franchi
Gruppo ABC Computer
Circolo Ricreativo L’Affratellamento di Ricorboli
Associazione La Fonte
Casa Famiglia di Cercina

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