ORFEO

Liberamente tratto dall’opera di Claudio Monteverdi

Teatro Verdi

Lunedì 10 aprile 2006 ore 21.00
Martedì 11 aprile 2006 ore 21.00

Parco del Tramonto della Romola – San Casciano Val di Pesa

Venerdì 19 maggio 2006 ore 21.00

Arengario di Piazza Signoria – in occasione della Commemorazione della strage di Via dei Georgofili

Venerdì 26 maggio 2006 ore 21.00

Lo spettacolo Orfeo intende mettere a fuoco uno dei miti fondanti della nostra cultura, ovvero il mito dell’inventore della poesia e della musica.
Questo mito antichissimo, che nel tempo ha dato vita anche ad un vero e proprio culto misterico, trova il suo momento più drammatico nella morte della sposa Euridice, nel viaggio nell’Ade di Orfeo e del suo fallimentare tentativo di riportarla in vita: la capacità di commuovere il Dio infernale con il proprio canto e la conseguente possibilità di riportare Euridice sulla terra viene nullificata dallo stesso Orfeo che non rispetta la prescrizione di Ade di non voltarsi mai durante il tragitto.
Su questa struttura narrativa è stato creato uno spettacolo che vuole mantenere saldo l’intreccio di base, alcune delle caratteristiche dei personaggi del mito, Orfeo, Euridice, Aristeo, e alcuni temi di fondo della tragedia greca: il rapporto fra colpa personale e destino, il rapporto fra collettività e individuo, la relazione fra colpa e giustizia, la memoria.
Il nostro Orfeo è un artista di cabaret, che ha realizzato il suo sogno infantile di cantare: da adulto, si muove con disinvoltura in un ambiente di ballerini, musicisti, cantanti, una sorta di Anfitrione che predica al pubblico la necessità di divertirsi e di dimenticare quello che accade fuori.
Proprio questo gusto di vivere l’esclusiva dimensione dell’arte, lo oppone alla sua donna Euridice, la quale invece è assai turbata da quello che avviene fuori dall’ambiguo locale. Siamo infatti in Germania nel passaggio storico drammatico che vede la fine della repubblica di Weimar e l’affermarsi prima lento e poi incontrastabile dell’astro di Adolf Hitler e del suo nazionalsocialismo.
Euridice ha un motivo in più per esser turbata: è ebrea ed ha capito che il suo posto è lontano della Germania.
Orfeo però la convince a rimanere, nonostante le insistenti attenzioni di un gerarca nazista che, una volta respinto, la minaccia e la fa arrestare.
Il dramma è costantemente alternato, potremmo dire negato, da balletti e scene del cabaret che rendono ancora più evidente la cecità del mondo di fronte al nascente nazismo. L’Ade, l’Inferno, alla quale viene condannata Euridice, dal gerarca nazista, è il lager. Qui lei scompare, annegata nel mare di disperazione che ha fatto scomparire milioni di indesiderati, ebrei, zingari, omosessuali, proprio nel momento in cui l’ambigua e opportunistica condotta di Orfeo permette all’artista di consolidare fama e fortuna.
Scoppia la guerra e, dai fasti e dai trionfi, la Germania viene prima fermata, poi sconfitta e distrutta; anche il cabaret registra, attraverso il linguaggio della danza, il clima del paese e della situazione politica internazionale. Nel volgere di questi eventi Orfeo ottiene un passaporto per far fuggire Euridice. Nel dilemma se abbandonare per sempre la Germania, e quindi rinunciare all’effimera fama artistica, avendo però Euridice al proprio fianco, e invece restare in Germania a coltivare il sogno di una notorietà eterna, sceglie di stracciare il passaporto della giovane soubrette rinnovando con questo gesto il ben più antico di voltarsi e di perdere per sempre la donna amata.
Uno degli aspetti più affascinanti del mito è proprio l’intenzione di Orfeo al momento di voltarsi: consapevole, o meno, condanna Euridice per sempre. Fu intenzionale il distacco perché solo nel dolore dell’abbandono il poeta esprime se stesso? Fu leggerezza?
Lo spettacolo finisce al momento che Orfeo, solo e abbandonato, per le strade di Berlino, distrutta, come molti altri sopravvissuti raccoglie un giornale e scopre gli orrori del Nazismo e dello sterminio.
L’artista non può più nascondere quello che ha fatto e accoglie su di sé, per esprimerla a pieno e ritrovare la funzione sociale del suo essere, la colpa di chi (in modo entusiasta, indifferente o intenzionalmente silenzioso) ha assistito all’instaurazione dell’Inferno in terra.

Regia, scrittura scenica, scene e costumi Manu Lalli
Assitente alla regia e al movimento scenico Daniele Bacci

Realizzazione Costumi IPSIA Marconi di San Giovanni Valdarno coordinati da Betti Simonti

PERSONAGGI E INTERPRETI

Attori Federica Agostini, Duccio Ambrosi, Tommaso Asso, Alessandra Babbini, Cristina Bandini, Silvia Barbagallo, Santiago Barbieri, Lisa Bartali, Luca Bartoli, Ilaria Basso, Lorenzo Benedetti, Estela J. Bevilacqua, Francesco Bigazzi, Giovanni Bigazzi, Carolina Bocciolini, Damiano Bonaguidi, Ginevra Boni, Marta Bonucci, Marco Bulgaresi, Marta Buondonno, Sara Caciagli, Giovanni Cafaggi, Valentina Cappelletti, Costanza Catalano, Curzio Checcucci, Giulia Chirco, Camilla Ciappina, Valeria Ciurcina, Martina Corzi, Bianca De Magistris, Valeria Del Meglio, Tommaso Dolfi, Camilla Blasi Foglietti, Margherita Fossi, Annalena Franceschini, Florence Franks, Margarita Frati, Federico Fusina, Benedetta Gallerini, Lorenzo Gheri, Pietro Gheri, Giovanandrea Giovannardi, Fiore Giovannini, Alba Gjyzela, Sofia Gorelli, Vieri Grandi, Francesco Granelli, Anna Gristina, Gennaro Massimiliano Innocenti, Ledio Kamberaj, Leonardo Landi, Alessandro Legnante, Giulia Lensi, Laura Maggi, Boris Manfrinato, Alessandro Marzotto, Francesca Masoni, John Monasta, Giovanni Moraldi, Laura Nannini, Letizia Nidiaci, Fiorenza Oubbahi, Isabel Paliotta, Valeria Paolini, Martina Pecchioli, Olga Pecchioli, Valentina Petrini, Federica Picca, Lavinia Poggesi, Giulia Rabbene, Laura Ravoni, Olmo Recami, Sara Ricci, Paolo Santini, Claudio Santoro, Laura Scavuzzo, Greta Semplici, Alessandro Sisti, Claudio Somigli, Francesco Talenti, Eleonora Tanzini, Vanni Carpi Terreni, Marina Tiberti, Angelica Tognazzi, Rebecca Tomasi, Francesca Tozzi, Maria Vittoria Valacchi, Bianca Vannucci, Eleonora Vannuzzi, Giacomo Zaccagnini, Matteo Zita

con la straordinaria partecipazione del tenore Fabrizio Falli

Direttore di palco Cristina Colombo
Assistenti di palco Elena Bianchini, Federica Francolini, Laura Bartolini

Segreteria di produzione Chiara Casalbuoni

Docente responsabile Liceo Castelnuovo Manuela Marranci
Docente responsabile Liceo Rodolico Maria Grazia Celli

PARTNER
Liceo Scientifico Castelnuovo di Firenze
Liceo Scientifico Rodolico di Firenze
IPSIA Marconi San Giovanni V.no
Comunità di Sant’Egidio
Centro La Pira di Firenze
Comune di Firenze
Commissione Pace Gabinetto del Sindaco
Consiglio di Quartiere 1 Firenze
Consiglio di Quartiere 4 Firenze

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