SANGUE

di Manu Lalli

Teatro di Rifredi

Martedì 22 aprile 1997 ore 21.00

Palazzo Serristori – in occasione del Festival Il Fiorentino, iniziativa legata alla Marcia Internazionale contro il Lavoro Minorile

Mercoledì 21 maggio 1997 ore 21.00

Il sangue è senz’altro uno degli elementi dal più alto valore simbolico della cultura di tutto il mondo.
Elemento principale delle religioni, richiama alla nostra mente immagini ora di morte, ora di vita, ora di guerra, ora di comunione.
La scelta di intitolare questo breve lavoro Sangue deriva, quindi, dalla nostra intenzione di raccontare per quadri una vicenda antica ma anche estremamente moderna.
La storia, cioè, di un furto perpetrato ai danni di chi non sa difendersi; la storia di una colonizzazione, la storia di una fuga da un luogo nel quale è impossibile sopravvivere. La storia, in fondo, del tentativo di alcuni uomini di recuperare quello che fu loro tolto. Il loro sangue: la storia di un riscatto impossibile perché, non appena questi pensano di essere giunti a destinazione e di avere acquisito qualche diritto, altri come loro, magari più feroci, perché hanno atteso più a lungo, arriveranno…
Lo spettacolo Sangue nasce dall’ idea di trattare con i ragazzi il tema dell’emigrazione e delle difficoltà dei profughi di trovare accoglienza.
Questo tema è particolarmente attuale in questo momento storico nei paesi occidentali e ci sembra che il teatro sia uno strumento, forse l’unico, grazie al quale ci si può immedesimare, non già nell’occidentale che guarda con diffidenza, se non con disprezzo, un profugo africano o balcanico, ma nell’uomo o donna che è costretto a lasciare il proprio paese in cerca di una fortuna che il suo paese non è in grado di offrire.
Il lavoro, che si affida principalmente alla suggestione della musica e del gesto, intende stimolare una riflessione sul fatto che i paesi ricchi del mondo hanno creato i propri standard di vita anche sul furto di risorse forze altrui, condizionando spesso in modo drammatico le possibilità di sviluppo dei paesi ora colonizzati, ora deliberatamente sfruttati.
D’altra parte lo spettacolo vorrebbe evitare di offrire soluzioni semplicistiche e consolatorie: non esistono. infatti, i buoni e i cattivi, piuttosto esistono delle responsabilità sulle quali si innestano nuove responsabilità.
“Ci insegnate ad essere malvagi ed obbediamo, ma ci sarà difficile non superare i maestri” (William Shakespeare).

Regia, scrittura scenica, costumi, scene e luci Manu Lalli
Assistente alla regia e al movimento scenico Daniele Bacci
Assistente di palco Serenella Izzo

Attori Elena Artini, Nicoletta Bacani, Elena Berretti, Elisa Borghesi, Consuelo Bugli, Giulia Ciolli, Francesca Ciullini, Cristina Colombo, Elisa Lensi, Silvia Maestrelli, Claudia Magnelli, Tiziana Mastranga, Luisa Mazzanti, Irene Messina, Elena Montorio, Betsi Modarra, Virginia Nerini, Francesca Paoletti, Fabiana Pinzani, Lisa Platania, Daniele Ricci, Valentina Vespi

Docente responsabile Istituto Turistico G. Marconi di Firenze Franca Pira

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